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:: 18 Gennaio 2008 - CNA preoccupata per la sorte della 46/90
Dal sito della Confederazioni Nazionale dell' Artigianato e della Piccola Media Impresa alcune considerazioni sulla sorte della nuova legge 46/90 e delle possibili implicazioni sulle aziende installatrici...

Milano, 15 Gennaio
Il mondo dell'impiantistica è in fibrillazione. Il più volte annunciato decreto di riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione di impianti negli edifici, che avrebbe dovuto sostituire la legge 46/90 ed entrare in vigore dal 1° gennaio, non è stato ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
L'intero settore rischia ora di tornare, giuridicamente parlando, nell'orbita del Testo unico dell'edilizia, circostanza, questa, che le imprese impiantiste vedono come il fumo agli occhi. «Sembra di vivere una vicenda kafkiana, denuncia Franco Bianchi, presidente nazionale CNA Installazione impianti, «anche perché l'iter di questo provvedimento ne ha tutti i connotati».

Nel luglio 2006, infatti, dal ministero dello sviluppo economico viene istituita una commissione tecnica con il compito di preparare il testo del decreto che avrebbe dovuto riformare la 46/90,la legge che ha sino a ora regolamentato le attività di installazione di impianti.
La commissione termina il suo lavoro nell'ottobre dello stessa anno e il decreto inizia la sua trafila per i vari pareri di merito.
Il percorso, che però si rivela inaspettatamente lungo e accidentato, si sarebbe dovuto concludere alla fine dello scorso mese di novembre con la firma del decreto da parte del ministro Pierluigi Bersani.
«Il problema», prosegue Bianchi, «è che del decreto si è persa ogni traccia e la data della sua entrata in vigore ancora non si conosce. Occorre fare presto perché le imprese del settore non possono continuare a vivere nell'incertezza».
In realtà, risulterebbe che la Corte dei conti avrebbe formulato svariati rilievi di carattere formale al testo del decreto costringendo il ministero dello sviluppo economico a correre ai ripari con il conseguente slittamento temporale della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. «Alle imprese del settore, però, tutto questo interessa poco in quanto, in mancanza del decreto, avrà validità il capo V del dpr 380 del 6 giugno 2001, meglio conosciuto come Testo unico dell'edilizia».
Un provvedimento, questo, la cui entrata in vigore è stata negli anni più volte procrastinata proprio per la sua formulazione contraddittoria e che mal si coordinava con tutta una serie di disposizioni precedenti.

Tra le tante critiche che gli installatori di impianti hanno avanzato al T.u. c'è l'istituzione dell'albo professionale, uno strumento considerato formale, burocratico, che comporta oneri per le imprese e, soprattutto, la possibilità per le imprese edili con attestazione Soa che partecipano ad appalti nei quali è prevista anche l'installazione di impianti di attestarsi in ogni caso come imprese impiantiste.

Per gli installatori, in pratica, oltre al danno anche la beffa. «Assieme alle altre associazioni imprenditoriali del settore», continua il presidente degli impiantisti CNA, «abbiamo già segnalato tutte le carenze del provvedimento in questione con la conseguente necessità di emanare rapidamente norme correttive e chiesto l'intervento del ministro Bersani per sbloccare la situazione in modo da giungere a una rapida entrata in vigore del decreto di riforma della legge 46/90».
«Nell'immediato conclude Bianchi, «chiediamo al governo e al parlamento di inserire nel decreto Milleproroghe un provvedimento che differisca di qualche mese l'entrata in vigore del Testo unico dell'edilizia in modo che vi sia il tempo necessario per pubblicare in Gazzetta Ufficiale il decreto al quale, comunque, occorrerà poi mettere mano con celerità per colmarne le evidenti lacune».

fonte: CNA

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