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Panorama Elettrico - Luglio-Agosto 2008 |
Il rischio di formazione di atmosfere
pericolose durante la ricarica delle
batterie è un aspetto molto importante,
che deve essere preso in
considerazione con gli strumenti appropriati,
sia dai progettisti sia dagli
installatori, per evitare di sottovalutare
o sopravvalutare il problema.
Le norme della serie EN 50272
rappresentano un valido supporto
per i tecnici che si cimentano nella
classificazione dei locali in cui sono
presenti batterie in ricarica.
È bene,
tuttavia, interfacciare correttamente
tali norme con quelle del sottocomitato
31J, preposte alla classificazione
dei luoghi con pericolo di
esplosione.
Uno dei principali aspetti, che viene
spesso trascurato, ai fini di dimensionare
correttamente il sistema di
ventilazione, è la valutazione del
tipo di batterie presenti e del sistema
adottato per la loro ricarica.
Come già illustrato nell’articolo
precedente, una batteria di accumulatori
emette, inevitabilmente, una
certa quantità di gas (idrogeno ed
ossigeno) durante la ricarica.
La quantità di gas emesso è molto
variabile e dipende sostanzialmente
dai seguenti aspetti:
- tipologia di cella (Pb, Ni-Cd);
- tecnologia costruttiva (batteria
regolata a valvole o a vaso aperto);
- profilo di ricarica (IU, IUI etc.);
- fase di ricarica.
La massima emissione di idrogeno
(0,00042 m3/Ah alla temperatura
di 0°C) corrisponde al caso di una
batteria completamente carica ove
l’energia fornita produce solamente
l’elettrolisi dell’acqua.
Una situazione di questo genere, in
pratica, non accade (o non dovrebbe
accadere) mai nel funzionamento
normale..
continua su Panorama Elettrico
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