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:: DIELETTRICI ESTRUSI
L’isolamento dei cavi elettrici nella storia: l’impiego del PVC

 

Panorama Elettrico - Luglio-Agosto 2008
Il primo cavo per trasporto di energia elettrica è stato impiegato in Europa nel 1890 per fornire corrente alla lampade per l’illuminazione stradale.
Questi primi cavi erano isolati con guttaperca, un materiale isolante al caucciù di cui oggi si è quasi perso il ricordo, e derivavano dai cavi telegrafici impiegati nelle comunicazioni. Il percorso industriale dei dielettrici estrusi iniziato nel 1890, si interrompe successivamente quando questi vengono sostituiti dai dielettrici stratificati di carta e olio o oli resinificati, che permettevano la realizzazione di cavi anche per le medie tensioni.
Una pubblicazione del 1900 descrive così i requisiti che doveva avere un cavo: “Resistente all’acqua oltre 100 anni, flessibile ed estensibile, così resistente alla tensione, che il più sottile strato isolante con una costante dielettrica all’incirca quella dell’aria è sufficiente”.

E’ curioso notare come questi requisiti siano rimasti praticamente gli stessi anche oggi, e rappresentino di fatto ancora adesso un obiettivo dei fabbricanti di cavi. Non è un caso quindi che anche i primi cavi fossero economicamente soddisfacenti e di buona qualità, tanto che i vecchi cavi rivestiti con carta e olio si sono dimostrati in grado di raggiungere una vita utile di 50 anni e oltre. Negli anni ’30 lo sviluppo della chimica ha portato all’impiego dei polimeri come isolanti per cavi, e da allora sono state effettuate numerose sperimentazioni con le diverse materie plastiche; molte di queste si sono rivelate tecnicamente adatte all’isolamento dei cavi elettrici.
Oggi, ben il 2% circa dei trasformatori europei di materie plastiche sono produttori di cavi. Il consumo dei polimeri varia a seconda dell’area geografica, nonostante gli sforzi dell’Unione Europea di armonizzare il comparto.

Negli ultimi anni lo scenario competitivo nazionale ed internazionale ha vissuto una vero e proprio cambiamento radicale provocato dalla progressiva crescita di importanza dei fattori ambientali, sociali ed economici collegati alla sostenibilità dei prodotti.
Alla sicurezza e alla compatibilità ambientale dei prodotti fanno ormai sistematicamente riferimento la maggior parte delle nuove norme e dei nuovi standard, accanto ai più tradizionali aspetti tecnico/prestazionali del manufatto, come definiti, ad esempio, dagli standard UNI, CEN, ecc.
Tutto ciò ha portato ad una vera e propria rivoluzione del mercato in generale, cui non fa eccezione il settore dei cavi.
Per quanto riguarda l’isolamento, infatti, è completamente cambiato l’approccio alla messa a punto delle nuove proposte di prodotti e formulazioni: se in precedenza la tecnologia legata alle formule veniva indirizzata all’ottenimento di nuove e migliori prestazioni tecniche, oggi queste non bastano più.

Occorre infatti tener conto delle differenti esigenze in termini di sostenibilità, sicurezza e attenzione all’utilizzo dei diversi additivi, che in molti casi (a torto o a ragione) non possono risolversi solo in una difesa di posizioni messe in pericolo, ma devono configurarsi in un’attività di ricerca e sviluppo di alternative sempre più sostenibili. In questo scenario, la scelta del PVC, o più correttamente, del compound di PVC utilizzato per l’isolamento dei cavi, può costituire una scelta vincente. Il compound di PVC infatti, a differenza di altri polimeri, ha il vantaggio di potersi riproporre modificando se stesso completamente. I granulatori infatti, da sempre e non da oggi, sono abituati a mettere a punto per la medesima applicazione sempre nuove formulazioni alternative (modularità sia di prodotto che di prestazioni) utilizzando additivi sostituibili e sempre più sostenibili.
Nel corso degli anni, ad esempio, tutto ciò è già avvenuto diverse volte, basti pensare a quando le prime guaine in PVC venivano addirittura definite “similpiombo”, e all’eliminazione del piombo stesso con la normativa R.o.H.S. del 2006.
E lo stesso è avvenuto con la limitazione del cadmio e dei metalli pesanti.
 
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