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:: Impianti adeguati e da adeguare

 

Panorama Elettrico - Lug/Ago 2006
Finalmente risolto il problema dell’adeguamento degli impianti elettrici realizzati prima del 1990, ecco perché. Procediamo con ordine.
Innanzitutto, come era logico aspettarsi, il famigerato Capo V “Norme per la sicurezza degli impianti” del D.P.R. 380/01 “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia” non è entrato in vigore il 1° luglio 2006.
Era già stato prorogato di un anno, questa volta la proroga (D.L. n. 173 del 12 maggio 2006, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale
n. 160 del 12 luglio 2006) sarà operativa fino all’emanazione di un decreto interministeriale Attività Produttive – Ambiente e comunque non oltre il 1° gennaio 2007.
Il testo del decreto, che sostituisce la 46/90 e dovrebbe stabilire un efficace sistema di verifica degli impianti, è pronto da tempo.
Secondo quanto stabilito dalla legge 239/04, con la delega al Governo per il “riordino della normativa tecnica impiantistica all’interno degli edifici e promozione di un reale sistema di verifica degli impianti”, nel novembre del 2004 il Ministero delle Attività Produttive (MAP) apre un tavolo di lavoro per la preparazione di un apposito decreto.
Vengono costituiti tre gruppi di studio per gli impianti elettrici, per gli impianti termotecnici e per il contenimento energetico.
Venti categorie interessate collaborano alla stesura dei testi, i lavori si concludono nel febbraio del 2005. Il 28 marzo 2005 scade la delega al Governo, quattro giorni prima il MAP invia al Consiglio dei Ministri il testo del decreto, che però non viene discusso. Quello che succede dopo ce lo illustra a pag. 13 l’ingegner Bosisio, segretario tecnico del CEI; in questo numero di Panorama Elettrico riportiamo anche il testo del decreto presentato allora, con le modifiche apportate nella nuova versione che sostituirà la 46/90.
Se questo sarà il decreto definitivo non lo so, sta di fatto che la sua approvazione risolverebbe la questione sull’adeguamento degli impianti. Il problema, come noto, è legato al comma 8 dell’art. 5 del D.P.R. 447/91 “Regolamento di attuazione della legge 46/90”, che è costituito di due frasi, le quali esprimono due concetti ben diversi. La prima dice cosa è consentito fare per adeguare gli impianti, la seconda quali sono gli impianti preesistenti all’entrata in vigore della 46/90, che si considerano “già” adeguati, sui quali, quindi, è possibile non intervenire. In realtà quel “già” l’avevo messo io in un articolo di Panorama Elettrico del febbraio 2004, il decreto invece dice: “Si considerano comunque adeguati gli impianti elettrici preesistenti che presentino i seguenti requisiti: … “, si tratta dei noti “requisiti minimi”.
Nell’articolo facevo notare che “si considerano comunque adeguati … ” poteva essere inteso, come molti hanno fatto, “si possono adeguare … “. Il nuovo decreto, invece, all’art. 15, comma 2, paragrafo b) dice “Si considerano adeguati gli impianti già conformi alla data di entrata in vigore del presente regolamento ai seguenti requisiti: …”.
I requisiti minimi sono gli stessi, ma è evidente che con questa formula non ci sono più dubbi: dopo il 1° gennaio 2007, data in cui si spera entrerà in vigore il decreto, per adeguare gli impianti questi requisiti non saranno più sufficienti. Secondo quanto stabilito dallo stesso art.15, al comma 1, dovranno essere adeguati alla “regola d’arte” entro due anni da tale data.
 


 



 

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