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:: Post contatore – Un mercato da 5,2 milioni

 

Panorama Elettrico - Aprile 2007
Il mercato “post contatore”, ossia dell’installazione e manutenzione di impianti domestici, è stato valutato 5,2 miliardi di euro e riguarda 22 milioni di abitazioni, ma le aziende distributrici di gas e di energia elettrica non ci potevano entrare.
Infatti, secondo l’art. 1, comma 34, della legge 239 del 2004, nota come “Decreto Marzano”, le aziende “... che hanno in concessione o in affidamento la gestione di servizi pubblici locali ovvero la gestione delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni infrastrutturali,
nel territorio cui la concessione o l’affidamento si riferiscono e per la loro durata, non possono esercitare, in proprio o con società
collegate o partecipate, alcuna attività in regime di concorrenza,
ad eccezione delle attività di vendita di energia elettrica
e di gas e di illuminazione pubblica, nel settore dei servizi post contatore, nei confronti degli stessi utenti del servizio pubblico e degli impianti”.
L’articolo è stato recentemente contestato dalla Commissione Europea, che l’ha giudicato “lesivo dei principi della libertà di stabilimento e di prestazione dei servizi” ed ha avviato una procedura di infrazione contro l’Italia. Il Governo italiano l’ha abbrogato, con decreto legge, in febbraio.
Nel momento in cui scrivo la faccenda non è ancora conclusa, ma con l’intervento della Confartigianato, insorta a favore di 121.000 imprese di installazione, si è riusciti a “mettere una pezza”... non molto di più, purtroppo. è stato infatti approvato dal Senato, con il consenso di tutte le forze politiche, un emendamento secondo il quale le aziende distributrici di gas e di energia elettrica potranno svolgere attività post contatore “solo” avvalendosi di società separate, partecipate o controllate.
E' attesa l’approvazione definitiva, da parte della Camera, di questo provvedimento in base al quale le aziende distributrici “non potranno praticare condizioni né concordare pratiche economiche e pubblicitarie di favore come, ad esempio, reclamizzare nelle bollette i servizi post contatore delle imprese loro collegate, né fornire a queste ultime gli indirizzi dei clienti di cui dispongono”.
Per fortuna, aggiungo io! Gli installatori come possono difendersi? Posso solo dare un consiglio: proporre ai clienti l’impiego di nuove tecnologie, come i sistemi bus per l’automazione degli edifici, che favoriscono il risparmio di energia elettrica e gas.
Buon lavoro


 



 

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