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:: Una Fonte "eterna"

 

Panorama Elettrico - Giugno 2007
L’importanza dell’energia fotovoltaica per l’efficienza energetica degli edifici è fuori discussione: lo dimostra questo numero di Panorama Elettrico interamente dedicato a questa fonte cosiddetta “rinnovabile” (in realtà è praticamente eterna, come il sole, ma non rinnovabile, perchè comunque si consuma).
Non penso invece che si possa realizzare un centrale fotovoltaica senza tener conto dell’impatto ambientale; anche applicando nuove tecnologie che riducono notevolmente il costo dei moduli.
E' senz’altro orientata all’efficienza energetica la tecnologia a “film sottile”, che utilizza telloruro e solfuro di cadmio (CdTe/CdS) al posto della giunzione p-n di silicio monocristallino.
L’efficienza di conversione dell’energia è la stessa, ma i costi di produzione sono notevolmente inferiori. Il silicio è l’elemento più abbondante sulla terra, dopo l’ossigeno, ma per i moduli fotovoltaici serve puro e monocristallino.
Il processo per trasformarlo in monocristallino non è particolarmente costoso per produzioni relativamente basse e con valore aggiunto al prodotto finale molto alto, come nel caso dei semiconduttori per computer ai quali vengono inseriti milioni di componenti.
Il problema è che non si riescono ad ottenere consistenti riduzioni dei costi per la produzione di grandissimi quantitativi, ai quali viene aggiunto un valore relativamente basso: una giunzione p-n.
Il vantaggio del telloruro e del solfuro di cadmio è che vengono utilizzati allo stato policristallino e in quantitativi molto inferiori rispetto al silicio monocristallino, con il quale si possono attualmente produrre pannelli che costano oltre cinque euro per watt.
I moduli a film sottile riducono i costi a circa un euro per watt e si possono ipotizzare produzioni talmente elevate da raggiungere i cinquanta centesimi.
La tecnologia non è nuova, è stata sperimentata da tempo e non si è diffusa per un motivo semplicissimo: gli effetti che ha il cadmio sulla salute e sull’ambiente... anche se si calcola che, realizzando moduli al telloruro e solfuro di cadmio fino a ridurre del 10% la richiesta di energia nel mondo da fonti convenzionali, il cadmio utilizzato sarebbe ancora inferiore a un decimo di quello prodotto finora.
Buon lavoro.


 



 

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